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“…Non abbiamo che quello in cui crediamo…” (da “Il viaggio del veliero”)

I romanzi

Suddivisa in sette volumi, la saga de “Le cronache di Narnia”, appartiene al genere della storia fantastica e fu scritta da Clive Lewis negli anni ’50. Interpreti sono dei ragazzi che attraverso passaggi magici di volta in volta si trovano a dover affrontare avventure perigliose nel reame di Narnia, in una perenne lotta del bene contro il male. Dei sette volumi, tre per il momento sono diventati pièces cinematografiche: “Il leone, la strega e l’armadio”, “Il principe Caspian” e “Il viaggio del veliero”, non seguendo l’ordine di apparizione dei volumi della saga e quindi preludendo al fatto che la stessa, nella trasposizione filmica verrà compressa o stravolta nel suo ordine.

Da romanzo a film

Come per ogni film che trae ispirazione da un manoscritto, sia esso un romanzo, un trattato, un testo storico, una poesia, l’interrogativo di quanto il film poi sia stato più o meno “liberamente tratto” - così recita la generica definizione - è più che mai fondamentale, specie quando si tratta di lavori del genere fantasy e quindi rivolti ai ragazzi. Nel caso in questione, così come lo è stato per la saga di Harry Potter e de Il signore degli anelli, la questione se sia stato mantenuto lo spirito che aveva animato i sette romanzi è oggetto di indubbio interesse. I tre film per adesso prodotti mantengono inalterata la trama dei volumi, quanto meno nei suoi fatti fondamentali. Inoltre esaltano con efficacia quel caleidoscopico mondo magico che, tra lampioni in mezzo alla foresta, animali curiosamente abbigliati, centauri in battaglia e tutto un mitologico bestiario, facevano del mondo fantastico di Lewis un pout-pourrì di tradizioni che ben si adattava all’incontenibile immaginario dell’infanzia priva di barriere e di vincoli culturali. Dove si apre invece un’accesa diatriba è sulla figura di Aslan, il leone che incarna il custode del bene assoluto, da molti indicato come una simbolica trasposizione del Cristo nel mondo della fantasia, così da dare a tutta la vicenda un senso religioso tanto preponderante da snaturare tutto il simbolismo della saga che si nutre invece anche di elementi esoterici e mitologici. Di fatto, specie nel terzo episodio, il male verrà sconfitto non più a suon di battaglie e combattimenti, ma attraverso un processo d’introspezione e maturazione dei personaggi, significando così che il male da sconfiggere in realtà lo portiamo dentro di noi. In questo senso il cammino diventa l'interminabile viaggio per mare che ricorda la mitica e decennale prova di Ulisse, ma diviene anche un percorso di crescita interna che avvicina Narnia sempre più al mondo reale, dove la maturità porta con sé la consapevolezza.

mappa del mondo di Narnia
Tag(s) : #Cinema e Documentari

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