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“…Ma quando io avrò durata l’eroica fatica di trascriver questa storia […] si troverà poi chi duri la fatica di leggerla?...” (Manzoni, Introduzione)

La Provvidenza, arbitro della morale

I personaggi dei “I Promessi sposi”, possono essere censiti in base al loro comportamento nei confronti della morale cristiana che assurge al ruolo di giudice di atti e misfatti. In questo contesto va letto ed interpretato il ruolo di ciascun “attore”, protagonista o meno, del realismo manzoniano.

Personaggi e comportamenti

Tre sono le categorie in cui possiamo inquadrare i personaggi:

  • coloro che agiscono nell’area dell’osservanza della morale cristiana;

  • coloro che hanno subito o stanno subendo un cammino di conversione;

  • coloro che hanno smarrito la strada della fede.

Nella prima categoria troviamo Renzo, non tanto per una libera scelta ma più per consuetudine ed ignoranza. Nella sua lucida volontà di trovare giustizia, unisce l’atteggiamento di invocazione, nella “notte del dubbio”, ai modi piccolo-borghesi di chi tenta, da solo, di risolversi i problemi. Così Lucia che nella modestia dei suoi atteggiamenti, pii ed osservanti, in taluni frangenti mostra una risolutezza che fa apparire tanta devozione come “una casacca da portarsi al bisogno”, mascherando quei tratti di furbizia contadina che servivano per sopravvivere a buona parte della folla manzoniana.

Alla seconda categoria appartengono i personaggi più intensi del romanzo, proprio per i loro trascorsi e per le scelte conseguite. Tra di essi spicca la figura di Fra Cristoforo che, nella fierezza della scelta di aver preso i voti e cambiato vita, assurge a modello per tutti. Resta comunque un personaggio impulsivo, l’unico tuttavia, che in tutto il romanzo, saprà affrontare chi è senza fede: Don Rodrigo. A lui si affideranno Lucia, sua madre Agnese e infine Renzo. A lui si era affidato il Manzoni per rappresentare quel cauto ottimismo che in fondo permea il romanzo, per cui anche l’errore più grande può essere redento.

Alla terza categoria appartiene senza dubbio Don Rodrigo, sulla cui vocazione di signorotto arrogante e pronto ad utilizzare qualsivoglia mezzo per il proprio interesse non vi è dubbio alcuno. Mai un rimorso o un ripensamento, ma, in fondo, nella sua figura non vi è malvagità, solo l’accettazione di diritti e privilegi che nessuno avrebbe mai messo in discussione. Il profilo di Don Abbondio, forse un poco a sorpresa è qui da annoverarsi, ma per una sua scelta vigliacca di piegarsi a qualsiasi sopruso, rinnegando il proprio ufficio ed anzi in ciò facendo il gioco proprio di chi lui guarda con paura. Infine il personaggio più inquietante del romanzo: la Monaca di Monza, Gertrude, bambina bugiarda, adultera e fedifraga, corrotta, senza possibilità di redenzione ma solo di essere accolta per essere dimenticata, fra le mura di un convento.

Illustrations from File:I promessi sposi (1840).djvu  ('I promessi spo
Tag(s) : #Letteratura

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