Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog

Gli antesignani dei Vigili del Fuoco sono da rintracciarsi nei “vigiles urbani” dell’antica Roma, un Corpo costituito nel 6 d.C. che aveva il compito di vigilare nella città durante la notte e, soprattutto, di sorvegliare sui possibili incendi che potevano divampare.

La storia in epoca moderna

Da sempre nelle città era dislocato un Corpo specializzato nella prevenzione degli incendi, anche se formato da volontari. La maggior parte delle abitazioni era di legno e talvolta era sufficiente una piccola disattenzione a far divampare un incendio. Tali nuclei di intervento avevano una gestione limitata alla città ove prestavano assistenza e solo nel 1939 in Italia si riuscì a costituire il "Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco" così come lo conosciamo oggi. L’esigenza fondamentale era quella di poter rendere organico il loro intervento ed omogenea la loro distribuzione sul territorio. Ad Alberto Giombini, Prefetto al tempo del fascismo, fu dato incarico di organizzare il Corpo a livello nazionale. I primi anni, con in atto la seconda guerra mondiale furono – ahimè – un duro campo di prova sia per gli uomini che per i mezzi. Nel 1942 venne anche formata una unità di combattenti, che assorbì parte degli uomini in organico, andando a formare il “Battaglione S. Barbara” che però non ebbe nessuna possibilità di entrare in azione e che anzi, dopo pochi mesi, venne sciolto e gli uomini rinviati immediatamente alle proprie sedi per l’intensificarsi dei bombardamenti. Finita la guerra, la storia dei Vigili del Fuoco è una storia di presenza costante e silenziosa in tutti i luoghi ove è avvenuto un qualsiasi incidente, di qualsiasi natura, ove sia richiesta l’opera dell’uomo per prestare soccorso.

L’organizzazione attuale ed i mezzi

L’organizzazione nazionale è suddivisa in centri provinciali, ciascuno dei quali copre principalmente il proprio territorio di competenza. All’interno delle sedi gli uomini sono divisi in squadre di 5 o 6 elementi, ciascuna delle quali rappresenta una unità di pronto intervento. Gli uomini, seguono inizialmente un corso specifico di 6 mesi, dopodiché sono inquadrati ed eventualmente destinati a corsi di specializzazione. Oltre agli uomini in servizio ordinario antincendio, é stato infatti creato il Nucleo sommozzatori, il Nucleo elicotteri, il Nucleo SAF (speleologico, alpino e fluviale), il Nucleo cinofili, il Nucleo portuale ed aeroportuale ed il Nucleo NBCR (nucleare, biologico, chimico, radiologico). Ogni Nucleo è dotato di specifica attrezzatura che gli permette di operare con specificità. Dalle autopompe, autoscale ed autobotti ai carri schiuma ed ai mezzi di movimento terra. Dai mezzi anfibi, alle motobarche pompa, oltre a quattro modelli di elicottero destinati a diversi utilizzi. Inoltre, anche l’attrezzatura dell’operatore è altamente sofisticata, dotata cioè di tutti quei supporti anche elettronici che possono servire sia alla gestione dell’emergenza che alla salvaguardia stessa dell’operatore.

Vigili del Fuoco - Autopompa Iveco Baribbi 190-26. |  Elborgo  | otherDSC_0038Vigili del Fuoco46 Volandia - Vigili del Fuoco
Tag(s) : #Storia e Filosofia

Condividi post

Repost 0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: