Piazza del Popolo nasce tra verità e leggenda, si sviluppa nei secoli presentandosi oggi come testimonianza storico-artistica, meta indimenticabile nella città eterna.
L’etimologia del nome secondo alcuni sembra non faccia riferimento al "popolo" inteso come massa di cittadini, quanto al termine latino “populus” ovvero pioppo, in quanto pare che nella zona vi fosse un piccolo bosco di pioppi, proprio in vicinanza della tomba di Nerone. Sempre secondo la stessa tradizione, Nerone, in veste di fantasma, frequenterebbe le Mura Aureliane dette il “Muro Torto” che dalla Piazza si dipartono, con intenti, vista la fama del personaggio, piuttosto inquietanti. L’altra versione altrettanto attendibile è che invece il nome della Piazza sia un tributo al popolo romano, che sovvenzionò la costruzione di una Cappella nel 1100.
Sulle rovine della Cappella del 1100 è stata poi edificata la Basilica di S. Maria del Popolo, la cui prima veste risale alla fine del ‘400. La Basilica subì poi molteplici interventi terminati nel 1660 con il restauro effettuato dal Bernini che le dette quell’impronta barocca oggi visibile. All’interno sono apprezzabili due capolavori del Caravaggio: la “Conversione di San Paolo” e la “Crocifissione di San Pietro”, oltre ad affreschi del Pinturicchio e del Carracci. A fianco della Basilica si trova la Porta del Popolo, detta anticamente Porta Flaminia, in quanto considerata come inizio della romana Via Flaminia. La porta subì anch’essa molteplici rifacimenti, l’ultimo dei quali in occasione del globale restauro seicentesco. Di fronte alla Basilica troviamo le due chiese gemelle di Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, volute da Papa Alessandro VII ed affidate anch’esse all’ingegno architettonico del Bernini che le completò nel 1667. Il periodo tra il ‘500 ed il ‘600 era stato ricco di rifacimenti per la Piazza, non solo per l’edificazione ed il restauro dei monumenti di culto, ma anche per l’ingresso dell’obelisco, risalente ai tempi di Ramesse II. Installato proprio al centro, usurpò il posto ad una fontana di Giacomo della Porta che fu spostata all’ingresso di via del Corso. La piazza assumerà poi la sua forma ellittica alla fine dell’800, dopo che l’architetto Valadier, all’inizio di quel secolo, aveva provveduto a realizzare due nuove fontane: la Fontana del Nettuno e la Fontana della Dea di Roma che, in perfetto stile necoclassico, partecipano al gioco degli stili che fa della Piazza un museo a cielo aperto. La rampa di accesso alla collina del Pincio fu anch’essa restaurata a seguito dell’inserimento della fontana della Dea ed intorno all’obelisco furono posti quattro leoni in marmo. Oggi Piazza del Popolo è un’isola pedonale di circa 16.000 mq., luogo non solo ricco di arte e di storia ma anche sede di numerose manifestazioni.