“…l'Arma […] dà ogni giorno eguali prove di valore, tanto più gloriosa quanto più avara le è la gloria…” (Gabriele d'Annunzio)
Dalla fondazione alla Seconda Guerra mondiale
L’Arma dei Carabinieri fu fondata a Cagliari nel 1814 da Vittorio Emanuele I di Savoia, con la denominazione di “Corpo dei Reali Carabinieri”. Il loro nome derivava dall’arma che portavano, la carabina. Il battesimo del fuoco avvenne a Grenoble nel 1815, quando furono impiegati contro i napoleonici. Seguirono poi interventi nel corso delle guerre di indipendenza, di cui si ricorda una memorabile carica a Pastrengo nel 1848. Variamente impiegati negli anni successivi durante le guerre per l’Unità, si distinsero sia per operazioni di guerra che per compiti di sicurezza pubblica. Raggiunta l’Unità, i Carabinieri iniziarono a svolgere funzioni più ampie di polizia e, nel 1861 ricevettero la denominazione ufficiale di “Arma”, divenendo un corpo militare integrato nell’Esercito (fino al 2000). La Prima Guerra mondiale li vide impegnati sia sul fronte militare ma, più che altro, con compiti di Polizia Militare a seguito della disfatta di Caporetto che rischiava di dissolvere ciò che restava dell’Esercito italiano. Il primo dopoguerra e l’avvento di Mussolini, vide l’Arma tenuta in disparte per la sua storica fedeltà al re, ciò nonostante fu utilizzata durante la Campagna d’Africa, sia militarmente che, successivamente, con compiti di ordine pubblico.
Dalla Seconda Guerra mondiale ad oggi
La Seconda guerra Mondiale travolse l’Arma, come il resto d’Italia. L’episodio più saliente del loro impiego militare fu la battaglia di Culqualber, in Abissinia, dove un intero corpo di spedizione, si sacrificò, per quanto inutilmente, contro gli Inglesi. L’armistizio dell’8 settembre 1943 portò l’Arma a un inevitabile smembramento affidato più ai sentimenti personali di ciascun membro che non a specifiche direttive, tanto che la storiografia riporta di elementi sia a fianco della resistenza (il sacrificio di Salvo D’Acquisto ne è simbolo) che tra i Repubblichini a fianco dei tedeschi. La fine della guerra vide una lenta riorganizzazione e l’impiego contro le forze banditesche ed eversive specie in Alto Adige e in Sicilia (Salvatore Giuliano). Gli anni ’60, con l’assunzione del comando generale da parte del Gen. Giovanni De Lorenzo, l’Arma si potenzia sotto ogni aspetto e diviene per lo Stato un valido punto di riferimento al punto che, nel 1964, le venne addebitato addirittura un tentativo di “golpe” (Piano Solo) come risposta al crescente terrorismo interno. Il ventennio successivo, simboleggiato dalla figura del Gen. Carlo Alberto Dalla Chiesa, vede l’Arma totalmente concentrata alla lotta sia contro il terrorismo che contro la mafia. Oggi, dopo l’inserimento in molteplici missioni internazionali all’estero, in missioni soprattutto di peace-keeping, che però non hanno evitato tragedie come quella di Nassirya, il personale dei Carabinieri, continua a svolgere il proprio ruolo sul territorio italiano.

