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“…Tanto per cominciare, guarda, questa guerra non è mica la guerra mia! [...] No: la mia guerra è contro i pescicani imboscati figli di una vacca! E quelli non stanno mica soltanto in Germania o in Austria: stanno dappertutto. E io, bambino mio, di morire per loro ce n'ho mica tanta voglia, sai…”

La vicenda

Il film narra di due tutt’altro che convinti militari italiani durante la prima guerra mondiale (1914-1918) durante il loro servizio nelle dolomiti nel 1916.

Il romano Oreste Jacovacci, interpretato da Alberto Sordi e il milanese Giovanni Busacca interpretato da Vittorio Gassman. Furbetti e con quel poco di disonestà addosso che solo la miseria e la disperazione possono a volte giustificare, cercano di mettersi al riparo dalle zone pericolose. Una sera, fermatisi per passare la notte in una cascina, vengono fatti prigionieri nonostante, in un disperato tentativo, avessero tentato di travestirsi da austriaci e fuggire. Accolti e trattati come spie, viene loro promessa salva la vita in cambio di informazioni. Già sul punto di cedere, sarà un’offesa di troppo del comandante austriaco a far risorgere in loro quella piccola stilla d’orgoglio sufficiente a riscattarli e a morire con dignità.

Un altro capolavoro di Monicelli

Un film di questo genere, prodotto nel 1959, in pieno neorealismo italiano e in un paese che aveva ancora vivi i ricordi della seconda guerra, nella quale tutto era stato perso, anche l’onore, si pone come episodio didascalico, storico e di valore documentale. È un film che si rivelerà importante non solo per il cinema ma per la storia tutta. Fedele nella riproposizione degli avvenimenti, schietto nel mettere in evidenza le miserande storie di molti soldati al fronte, lì catapultati da una vita che seppur grama era almeno tranquilla, diviene un affresco del popolo e della borghesia italiana. Un affresco nel quale affonda la retorica di D’Annunzio e dove invece, sotto il velo della comicità che altro non serve se non a mitigare la paura e la vigliaccheria, appare vivo il quadro di un esercito scaraventato al fronte senza che in cuor suo albergasse un sentimento e una ragione che potesse sostenerlo. Pellicole successive come “Uomini contro” denunceranno poi il dramma della “carne da cannone”. Monicelli non vuole però qui arrivare alla polemica né alla denuncia, anzi, prende non casualmente due lavativi che sono ai limiti della diserzione e che quindi meriterebbero infinite punizioni. Ma prima di tutto sono e restano due ignoranti, due poveri innocenti, che altro obiettivo non possono avere se non quello di salvare la pelle, a ogni costo. E in questo clima dove scarseggiano eroismo e amor patrio, i vigliacchi, di fronte alla morte, divengono eroi riscattando se stessi e il paese tutto.

screenshot del film "La grande guerra"screenshot del film "La grande guerra"
Tag(s) : #Cinema e Documentari

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