“Nel mezzo di cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita….”
L’opera
Con lo smarrimento inizia il primo canto di questo incredibile viaggio, che non è solo percorso di fede del poeta, ma anche profonda riflessione sul genere umano.
I Canti
Trentatre sono i canti di ogni cantica (Inferno, Purgatorio e Paradiso), oltre al canto di introduzione. L’opera inizia con Dante smarrito a cui viene sbarrato il cammino da tre belve: lussuria, superbia ed avarizia. Sarà Virgilio, suo modello di poeta, incontrato per “caso” (anche se nessun personaggio è in realtà casuale nella Commedia), che lo accompagnerà nel cammino giusto da seguire per poter ascendere al paradiso. Giungono dunque alle soglie dell’Inferno, luogo di eterno dolore, dove le anime subiscono la pena in virtù della legge del contrappasso. I peccatori sono suddivisi in gironi. Ad esempio i lussuriosi (c.V), che vissero nella tempesta della passione, sono condannati ad una “bufera infernale”, i violenti contro il prossimo (c.XII), sono immersi in un fiume di sangue bollente, i ladri (c.XXIV), assaliti da branchi di serpenti. Arrivati in fondo all’inferno, ove sono i traditori dei benefattori (c.XXXIV) immersi nel ghiaccio, Dante e Virgilio, attraversato uno stretto passaggio, giungono davanti al Monte Purgatorio. Ai piedi del monte sostano gli scomunicati (c.III) che attenderanno lì per lunghissimo tempo. Iniziando a salire nell’Antipurgatorio trovano prima i negligenti (c.V) e i Principi negligenti (c.VII). Si addentrano dunque all’interno del monte suddiviso in sette cornici, una per ogni peccato capitale. Superandole, Dante si purificherà dei vizi capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria, posizionati dal più grave al meno grave per la maggior vicinanza al Paradiso.
Giunti alle soglie del Paradiso, Dante, dopo aver incontrato tanti personaggi sia storici che appartenenti alla sua vita, alfine incontra Beatrice (cc.XXX-XXXIII) che si unirà a lui nell’ascesa, mentre Virgilio scomparirà. Dante e Beatrice spiccano il volo fra i cieli che li porteranno all’Empireo, il luogo immateriale ove trionfa il bene. La loro ascesa è costellata da incontri ma Beatrice spiega a Dante che tutte le anime beate sono nell’Empireo ed a lui si mostrano in cieli diversi per fargli comprendere i diversi livelli di beatitudine (c.IV). Mentre continuano l'ascesa, incontrano molti personaggi ritenuti eroi del bene, Santi e sapienti. Solo nel canto XVIImo Dante, cede alla curiosità circa il suo futuro ed interroga Cacciaguida che gli predirà l’esilio. Aiutati dagli angeli, alfine giungono al canto XXIIImo ove Dante vede il Cristo e la Vergine che li accompagnerà nel prosieguo del cammino. Il XXXmo canto è l’arrivo all’Empireo. Il XXXIIImo mostra Dante che infine può osservare Dio e la Trinità. Il suo percorso di fede é compiuto.



