Prima la letteratura, poi i fumetti ed infine il cinema hanno più volte portato alla ribalta il rapporto, quasi sempre conflittuale tra bene e male, con alterni risultati, anche mediocri, come in questo caso.
Trama del film
Johnny Blaze stinge un patto con il diavolo, vendendogli la sua anima cercando con questo, di salvare il padre prossimo a morire di malattia. Ovviamente il patto non viene rispettato alla lettera ed il padre muore anche se non di malattia. Johnny lascia così la sua città in preda alla rabbia dando anche il benservito alla fidanzata.
Johnny diventerà un famoso saltatore acrobatico con la motocicletta e condurrà una apparente vita normale fino a quando, venti anni dopo il primo incontro, Mefistofele non verrà a richiedere i suoi servigi, affidandogli il compito di combattere Cuorenero, suo figlio, con il quale è in corso una lotta per il comando dell’inferno. Da questo momento Johhny sarà acrobata di giorno e “Ghost rider” di notte, scheletro infuocato che scorrazza per la città cercando di sgominare il figlio di Mefistofele ed i suoi alleati in una lotta senza quartiere contro il maligno.
Temi letterari, fumetti e cartoons
La lotta tra il bene ed il male, la vendita dell’anima al diavolo in cambio di miracoli che il bene sembra non volerci offrire, sono tema vantato dalla letteratura che ha nel dramma di Faust la sua più celebre espressione. Il fumetto stesso della Marvel, a suo tempo si corredò di un buon bagaglio informativo e culturale che lo rese non solo intrigante e avvincente per il susseguirsi dei colpi di scena ma e soprattutto, perché la missione del supereroe aveva uno scopo chiaro, aveva una sua genesi ed una sua evoluzione che, limitatamente al mondo della grafica e del fantasy erano più che sufficienti a gestire un successo.
La replica cinematografica, per quanto incentrata su un Nicolas Cage che fortemente aveva voluto quella parte, anche se poi la sua interpretazione è più quella di una sorta di giustiziere che non di un venduto a Satana, induce ad una gran confusione in quanto non lascia emergere il conflitto tra queste due identità in cui deve dividere la sua vita ormai fuori dallo spazio e dal tempo. La lotta infatti diviene grottescamente quella del male contro il male, lotta alla quale il bene e l’umano fanno da impotente contorno. E a nulla serve la presenza della ritrovata fidanzata, interpretata da una Eva Mendes che non aiuta la vicenda a trovare un filo narrativo, ma, secondo schemi consunti da quante volte sono stati utilizzati, si rivela unicamente strumento di richiamo. "Ghost Rider" è film di scarso appeal dove non basta un diavolo, un ghost e una moto per farne una storia.
