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Un’attrice che solo raramente ha concesso interpretazioni degne di nota. Una donna di cinema a tutto campo, nel quale si immerge ora come attrice, ora come produttrice, ora come membro autorevole di giuria, ora come interprete premiata.

Biografia

Nata nel 1960, di origine cesenate, Nicoletta Braschi si trasferisce a Roma per frequentare l’Accademia d’Arte drammatica. Dal 1983, grazie senza dubbio all’incontro con Roberto Benigni, del quale diventerà moglie nel 1991, inizia la sua carriera cinematografica, alternando alle presenze nei lavori del marito, le parti in altri film importanti che le permetteranno di collaborare con registi di tutto rilievo nel panorama italiano. Dal 2007 ha ripreso l’attività in teatro, attività che aveva segnato i suoi primissimi esordi, portando in scena “Il Metodo Gronholm” di Galcerán e poi “Tradimenti” di Pinter, nel 2009.

L’attività cinematografica

Tu mi turbi” è il film del 1983 dove, nei panni della Madonna, Nicoletta Braschi fa il suo esordio cinematografico, a fianco del futuro marito. La collaborazione con lui sarà intensa, tanto che lo seguirà in tutti i suoi film con parti sempre più di rilievo e comunque, ben disegnate sulle sue caratteristiche o, quanto meno su quelle che Benigni in lei ravvisava. L’elenco dei titoli è un elenco di successi: “Il piccolo diavolo” (1988), dove interpreta il ruolo della diavolessa Nina in un esilarante intreccio a fianco di Benigni e Walter Matthau, “Johnny Stecchino” (1991) dove il suo ruolo all’interno della vicenda è quello di Maria, donna del boss mafioso, ruolo nel quale inizia a emergere quella sua disincantata leggerezza che tanto sarà esaltata nelle pellicole successive. “Il mostro” la vede nei panni della poliziotta Jessica Rossetti, impegnata nel ruolo della falsa seduttrice. “La vita è bella” (1997), “Pinocchio” (2002), “La tigre e la neve” (2005), sono tre film dove Nicoletta Braschi mostra alfine le proprie capacità. Sono capacità che difficilmente faranno di lei una interprete principale da Nobel, ma ciò nonostante si rivelano intense, appropriate, vissute con una naturalezza che con il passare del tempo è divenuta consapevole gestione delle proprie qualità. Il personaggio di Dora Orefice, la maestra che seguirà il marito in prigionia, quello della Fata Turchina che si rivelerà incantevole personaggio che sarà cardine della pellicola e infine quello della scrittrice Vittoria, simbolo etereo del sogno, sono figure che introducono a una maturità artistica, recentemente ripropostaci dalla Braschi in teatro, che la mostrano pronta a ruoli più importanti. Tra le sue altre interpretazioni in film come “Il tè nel deserto” (1990), “Sostiene Pereira” (1995) a fianco di Mastroianni, “Mi piace lavorare” (2003), su tutte emerge quella della professoressa Giovanna Fornari in “Ovosodo” (1997), dove riesce ad essere intensamente coinvolgente quanto appassionata, sicuramente all’altezza del “David” ricevuto.

screenshot dal film "Pinocchio" - Nicoletta Braschi
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Tag(s) : #Cinema e Documentari
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