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“…Ogni popolo, ogni individuo ha diritto ai beni della terra! Libertà di parola, libertà di fede, difesa dei singoli cittadini dall'arbitrio dei criminali stati fondati sulla violenza: queste sono le basi della nuova Europa…” ( volantino n. 5, La rosa bianca, 1943)

Il film

"La rosa bianca" é un film che narra degli ultimi giorni di vita di Hans e Sophie Sholl, membri dell'omonimo gruppo di resistenza che operava a Monaco di Baviera contro il nazismo. A seguito della disfatta di Stalingrado, il gruppo decide che è il momento di presentarsi con un nuovo annuncio politico. Riescono pertanto a stampare il loro sesto proclama e lo distribuiscono durante l’orario di lezione all’Università il 18 febbraio 1943. Scoperti da un inserviente iscritto al partito nazista, vengono arrestati, sottoposti a interrogatorio e tortura e infine, dopo un processo farsa, uccisi mediante decapitazione il 22 febbraio. Anche altri membri dell’organizzazione verranno arrestati, reputati colpevoli e condannati.

La realtà storica

Il film ripropone una vicenda realmente accaduta anche se ne dà un'immagine abbastanza riduttiva. In effetti il movimento, di estrazione cristiana anche se ne nelle loro poche ma intense pubblicazioni facevano ampio riferimento sia ad Aristotele che a Lao Tzu, fondatore del Taoismo, di fatto costituiva un movimento che non solo era contrario alla politica e ai principi nazisti, ma già paventava, in una veste socialisteggiante, l’avvento di una Europa unita. “…Solo attraverso un'ampia collaborazione dei popoli europei si può creare la base su cui sarà possibile una costruzione nuova. […]Solo un sano ordinamento federalista può oggi ancora riempire di nuova vita l'Europa indebolita….”. Questo più ampio e maggior quadro politico viene escluso dalla vicenda narrata nel film che pur si muove con intelligenza, evitando di cadere nella retoricità ad esclusione forse della parte finale dove l’accorata difesa in tribunale di Sophie appare infarcita di ovvietà al punto da apparire molto meno convincente di quanto avrebbe potuto esserlo. Quello era il momento più difficile dell’intera storia, la difesa di fronte a giudici che già avevano scritto la sentenza e a una selezionatissima platea di sordi. Inoltre, reduce come avrebbe dovuto essere, da quattro giorni di interrogatori e torture da parte della Gestapo (dal 18 al 21 febbraio 1943), appare invece in ottima forma, vestita e ripulita. Ma un'unica sbavatura, non toglie il senso di compiutezza ad un buon film che anzi poco prima del finale, ci propone un intenso e questa volta sì, estremamente coinvolgente e autentico scontro psicologico tra torturata e torturatore dove quest’ultimo non solo non riesce a scalfire le convinzioni della giovane ma ne esce, quasi disorientato, senza argomenti capaci di sconfiggere, come recitava il motto di Sophie, “Uno spirito forte, un cuore tenero”.

screenshot dal film "La Rosa bianca"
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Tag(s) : #Cinema e Documentari
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