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“….Voi siete sposate con il pezzo grosso, siete tutte sue mogli....” (Deloris alle consorelle)

La vicenda ed il DVD

La vicenda narra di una cantante di un Casinò di Las Vegas che, testimone involontario di un omicidio commesso dal suo anfitrione-fidanzato, deve poi nascondersi, protetta dalla polizia, avendo deciso sia di salvarsi la pelle che di andare a testimoniare. La polizia non troverà altro che camuffarla da suora e mandarla presso una congregazione che, negli ultimi tempi …. non aveva grande successo con i propri parrocchiani. Il DVD si trova disponibile online su molti siti: attenzione alle offerte!

La commedia musicale

La critica lo aveva snobbato, a torto. Il film “Sister Act” è stato un enorme successo di pubblico. Frizzante la storia, eccellente l’interpretazione di Woopy Goldberg (Deloris e poi suor Maria Claretta), coadiuvata dalle figure molto caratteristiche delle consorelle, che riescono a supportarla nell’intrecciarsi delle necessità. Da una parte l’esigenza di Deloris di doversi nascondere sotto l'abito da suora, dall’altra la volontà delle suore di riscattare la parrocchia, evitando la chiusura per mancanza … di fedeli. Deloris entrerà come un ciclone sulla scena grazie al fatto che le suore stanno allestendo un coro. Giocando sulla propria esperienza fino ai limiti dell’irriverenza (raggiunti in una ripresa di spalle durante uno dei concerti) si avvera il duplice miracolo: da un lato il recupero di Deloris di un’umana sensibilità che aveva perso nella materialissima Las Vegas, dall’altro, il lento riaffluire dei fedeli, specchio qui del reale e consistente problema della chiesa, specie americana, che stava subendo in quegli anni un reale e sensibile calo di presenze. Non è dunque del tutto estranea ad intenzioni vagamente didascaliche e ammonitrici la pellicola che, recuperando nella musica quel ruolo già sperimentato di strumento di comunicazione con i fedeli, utilizza, come d’altro canto in molte parrocchie non solo americane avviene, l’impatto del ritmo e della canzone per riacquistare consenso ed attenzione intorno a sé. Nel caso specifico le musiche, riecheggianti di gospel e di soul, reinterpretano, in chiave da musical, quella tradizione tutta afroamericana che era ben radicata nella musica sacra di inizio novecento. Il finale sarà al di là di ogni aspettativa, pur macchiandosi di eccessiva inverosimiglianza con la partecipazione, all’ultimo concerto, del Papa. Quel Papa che, non per un caso, a quel tempo era Giovanni Paolo II, promotore di oceaniche riunioni con i ragazzi dove alla preghiera, si univa per prima la musica come linguaggio comunicativo universale. Sono questi tutti elementi incidentali nella vicenda; il film non si accolla direttamente il fardello di tali problematiche che, comunque, a una rilettura, esistono, così come, seppur sfuggente, un accenno a certo disagio urbano rispetto al quale la Chiesa può tornare a essere strumento di conforto.

copertina del DVD del film "Sister Act"
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Tag(s) : #Cinema e Documentari
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