Overblog Tutti i blog Blog migliori Lifestyle
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità

Un film che come pellicola di azione è senza dubbio diventata una pellicola “cult”. Una storia semplice, dove, facendo attenzione si possono cogliere invece molteplici messaggi celati sotto il velo di una superficiale emozionalità.

La trama

Una squadra di elementi speciali dell’esercito statunitense viene impiegato in Israele per liberare gli ostaggi di un aereo dirottato. Film di azione con un cast di specialisti del genere quali Chuck Norris e Lee Marvin.

Il film

Diciamolo subito: ottimi la colonna sonora del film "Delta force" e Chuck Norris.

Occorre però dare due letture della pellicola. Se la inquadriamo come film d’azione, senza dubbio non manca né vivacità né bravura da parte dei protagonisti e quindi si inquadra come prodotto di qualità. Altra questione è se ci mettiamo a cercare di intravedere una qualche sorta di messaggio, più o meno subliminale, che quasi mai manca in questo tipo di film: qui il 7° Cavalleria di turno arriva provvido e provvidenziale a riportare tutto nei binari della pax americana, anche se i motivi apparentemente all’origine, sembrano darne ampia giustificazione. Siamo a metà degli anni ’80 in piena presidenza di quel Reagan che, oltre ad essere un addetto ai lavori come ex attore, è anche fermo sostenitore dell’intervento della Cavalleria che, in funzione dello stesso spirito che ha promosso l’idea dello scudo spaziale, deve provvedere a fornire uno scudo anche sulla terra. D’altronde l’estrema attualità della pellicola agevola questa interpretazione, visto che i dialoghi tra i terroristi sono tutti incentrati sulla lotta all’occidente ed alla grandezza di Allah, strumentalizzata per giustificare quella jihad che già all’epoca poteva contare su non pochi martiri.

Il produttore e regista Menahem Golan (israeliano), realizza comunque tutto sommato una buona pellicola pur eccedendo in scene che francamente avrebbe potuto soppesare meglio, come quando, all’interno dell’aereo, vengono individuati e separati dagli altri, tutti i passeggeri di origine ebraica, lontano ricordo di una segregazione razziale che appartiene ad un certo doloroso e infame episodio della storia, ma non certamente relativo alla diatriba tra arabi, israeliani e palestinesi che ha avuto, in Medio Oriente tutta altra origine e svolgimento. Eppure si è voluto giocare su questo equivoco evocatorio, tradendo la possibile attendibilità e veridicità della pur semplice vicenda. Addirittura tradendo, in questo senso tutto il profondo significato stesso della “memoria” quella pesante, quella che tutti, indistintamente, riferiamo alla Shoah. Regista e sceneggiatore tuttavia non si mostrano ancora soddisfatti e decidono di strafare, suggellando una pellicola che già era carica di pesanti riferimenti politici con il "coretto" finale tra liberatori e liberati, che insieme, in uno slancio patriottico forzoso e patetico, ci propongono l’inno degli Stati Uniti, cercando di suggestionare e coinvolgere ancora con una trovata di pura retorica.

locandina del film "Delta Force"
Pubblicità
Tag(s) : #Cinema e Documentari
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti: