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Un omaggio agli esordi della carriera di uno dei più grandi miti del cinema mondiale.

L’attore

“…Sissignori, siamo una grande famiglia noi: siamo i tipi qualunque, che sono destinati a fabbricare il mondo. Ci troverete dappertutto: nelle campagne, nelle miniere, nelle fabbriche, nelle scuole, sugli aeroplani, pigiati negli autobus [...]. Molti di voi ora staranno pensando "che posso fare?, io sono una molecola, io non conto". Avete torto marcio: [...] il carattere di una nazione è la somma totale dei caratteri delle sue molecole…”, in questo spezzone di testo tratto da “Arriva John Doe” Gary Cooper ci propone una foto di quello che è stato il suo ruolo nel cinema. Pur prediligendo le parti in cui vi fosse da mostrare semplicità d’animo e d’intenti, è stato un’icona del cinema al quale aveva dato cultura, raffinatezza, unite a una bellezza che lo rendeva un divo completo. Non un idolo che tutto investiva sulla bella presenza o su ruoli di eroismo senza limite, ma un personaggio completo che non disdegnava né le forze della ragione né il senso pratico delle cose, sapendo che entrambi andavano perseguiti con stile e la pacata umiltà dell’intelligenza.

Il cofanetto di DVD

Contenente 3 DVD di film introvabili, ci troviamo di fronte un Gary Cooper giovane, reduce dai primissimi successi, ciò nondimeno già maturo, convincente co-protagonista in pellicole che lo avrebbero da lì a breve portato a ben tre Oscar. Questi i film proposti:

Partita a quattro del 1933, diretto da Ernst Lubitsch, dove interpreta Max Plunkett uno squattrinato americano che in Francia si trova a condurre una vita da bohemienne con l’amico e la donna della quale entrambi sono invaghiti. La ragazza propone ad entrambi di vivere insieme, escludendo però il sesso dal loro ménage. Film provocatorio a quel tempo che non evitò il morso della censura, dall'intreccio giocato su innocenti equivoci che Gary Cooper nel film esprime più con una irresistibile mimica che non con le parole.

Desiderio del 1936, diretto da Frank Borzage, girato accanto a Marlene Dietrich che interpreta il ruolo di una ladra internazionale. Alla frontiera nasconde il bottino nella macchina di Cooper, un ignaro turista americano, che poi resterà perdutamente innamorato pur riuscendo nel duplice intento di redimere la ladra e di sposarla.

Se avessi un milione del 1932, diretto da Ernst Lubitsch. Qui Cooper riveste il ruolo di un povero marinaio che, baciato dalla fortuna, riceve una bizzarra eredità della quale però, da sempliciotto, non sa approfittarne, cambiando l’assegno ricevuto (che non sapeva cosa fosse), con un biglietto da 10 dollari. Ancora una volta un ruolo di persona semplice, comune, che tuttavia infonde anche nella dabbenaggine, un senso di comprovata tranquillità morale e di ottimismo.

Gary Cooper
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Tag(s) : #Cinema e Documentari
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